Chi dorme non piglia pesci.
Vorrei rovesciare completamente questo detto e riformulare così: chi dorme prende più pesci degli altri.
Il sonno ed il riposo vengono spesso considerati come l’assenza di attività, di produttività e quindi molto di frequente sacrificati o estremamente ridotti per avere maggiore disponibilità di tempo.
Questo considerare il riposo come meno importante rispetto ad altre attività è il principio dell’inoperosità.
Infatti quando l’organismo ha la possibilità di fermarsi per un certo periodo di tempo come possono essere le ore notturne, questo vede il rigenerarsi delle proprie cellule, la crescita e riparazione dei suoi tessuti ed il rafforzamento di tutti i processi e meccanismi che contribuiscono alla salute e al benessere di questo.
Durante il sonno il corpo si ricarica nel vero senso della parola.
Quello che è necessario cambiare allora è l’approccio mentale che abbiamo nei confronti del sonno: non possiamo considerarlo come sacrificabile ed eventualmente recuperabile in seguito (penso a chi dorme pochissimo durante la settimana lavorativa pensando poi di recuperare tutto il sonno perduto durante il fine settimana) ma come il prerequisito imprescindibile allo sforzo, alla fatica, alla vita.
Se devo affrontare un periodo impegnativo, se ho una performance da compiere o un obiettivo difficile da raggiungere non devo togliere ore al sonno e al riposo ma aggiungerne.
Come l’atleta che il giorno prima della gara non si allena ma si riposa e quindi si ricarica per dare poi il massimo il giorno seguente.
Quando sono alla ricerca di energia, quando ho bisogno di sentirmi vitale ed in forze la prima cosa da fare è guardare al riposo.
Per molti il sonno è un qualcosa di problematico, di difficile, di incerto, qualcosa che è legato a delle condizioni precise e specifiche e capisco che spesso non è facile spegnere l’interruttore esattamente quando lo si desidera; ma è di fondamentale importanza capire l’importanza del sonno e, una volta compresa, mettere in moto tutte quelle strategie ed abitudini che possono favorire il rilassamento e l’addormentamento.
A questo punto vorrei consigliare 3 strategie per favorire il sonno che possono essere di aiuto a chi ha più difficoltà la sera.
Il modo di vivere che abbiamo ai giorni d’oggi tende a stancarci molto mentalmente ma poco fisicamente. Quotidianamente si attivano meccanismi all’interno del corpo che una volta servivano per permetterci di fuggire dalla bestia feroce che voleva sbranarci ma oggi non hanno più una reale utilità anzi ci causano non pochi problemi. L’attivazione sempre più frequente del sistema nervoso simpatico prepara il nostro corpo all’attacco o alla fuga ma generalmente noi rimaniamo seduti alla scrivania perché magari la bestia feroce è solamente una mail che non volevamo ricevere sulla nostra posta elettronica; questo avere i meccanismi di allarme attivati all’interno del nostro corpo senza un reale sfogo a livello fisico ci fa rimanere sempre vigili ed agitati anche quando siamo molto stanchi e allora, in questo caso, un aiuto potrebbe essere quello di stancarsi fisicamente, fuggire effettivamente dalla bestia feroce. Trova un’attività fisica che ti piace fare come una corsa, il ballare al ritmo della tua musica preferita oppure avere una buona attività sessuale, e vedrai che la sera sarà più facile abbandonarsi tra le braccia di Morfeo.
Per la stessa ragione un’altra strategia utile è quella di fare delle respirazioni diaframmatiche; se lo stress della vita quotidiana tende ad attivare il sistema nervoso simpatico, la respirazione diaframmatica attiva il suo contrario, il sistema nervoso parasimpatico, che è responsabile dello stato di quiete e rilassamento dell’organismo. Per avere un’idea di una efficace tecnica di respirazione rilassante vedi la tecnica 4-7-8 collegandoti al link.
La terza strategia per favorire il sonno è quello di liberare la mente.
La vita di ognuno è caratterizzata da tanti pensieri che riempiono la nostra mente, alcuni sono commissioni, scadenze e cose di cui si ha la responsabilità di svolgere; altri sono pensieri con un carico emotivo importante, che possono essere momenti difficili da affrontare, stati emotivi bloccanti, ostacoli che sembrano insormontabili.
Per questi la sola azione di buttare fuori è qualcosa di estremamente calmante, rilassante.
L’ideale sarebbe parlare con qualcuno che ci ascolta ma se, come capita il più delle volte, questo non è possibile allora la migliore alternativa è la scrittura.
Scrivere quello che ci ronza in testa, sottoforma di elenco se sono “cose da fare” o scrittura libera se sono pensieri con carico emotivo, è qualcosa che tende ad alleggerire la nostra mente perché ci permette di processare le informazioni che questa tiene lì in memoria e con costanza ci riporta all’attenzione.
Inutile dire quanto la pianificazione ed il delegare possano avere un effetto positivo sul farci dormire sonni tranquilli ma come primo passo la semplice scrittura, l’azione di buttare fuori, può davvero funzionare da sonnifero naturale.
Queste sono le tre strategie per migliorare il nostro rapporto con il riposo e godere dei benefici che un buon sonno ristoratore può avere sulla nostra energia e salute.


