In natura la dolcezza è un indicatore di sicurezza, l’alimento dolce è sicuro da mangiare e di elevato contenuto energetico.
In tempi in cui non era così facile trovare da mangiare, rimaneva molto utile avere dei segnali chiari che indicassero l’importanza di consumare alimenti zuccherini una volta a disposizione e quindi l’evoluzione ci ha portato a sviluppare un’attrazione incredibile per quella dolcezza, un vero e proprio piacere.
Quando consumiamo qualcosa di dolce infatti si rilascia un neurotrasmettitore nel nostro cervello, la dopamina, che è lo stesso che si libera quando facciamo sesso, quando giochiamo ai videogiochi, quando scrolliamo i social media o utilizziamo sostanze come alcool, sigarette o droghe.
Come per le altre attività descritte, il rilascio di dopamina che ne deriva e quindi il piacere che si prova, ci porta a volerne sempre di più e ad avere difficoltà a smettere o a ridurne il consumo.
Oggi gli alimenti ricchi di zucchero non sono per forza dolci anzi è più probabile trovare lo zucchero come unico componente in un forno piuttosto che in una pasticceria.
La manipolazione dello zucchero
Lo zucchero è sicuramente importante per la nostra dieta e per il giusto funzionamento del nostro organismo infatti è naturalmente presente in elementi della natura che comunemente utilizziamo per nutrirci ma nel corso degli anni abbiamo attuato un’estrema manipolazione delle sostanze presenti in natura tanto da renderle sempre più ricche di zucchero.
In certi casi questa manipolazione è nata per assicurare un più lungo mantenimento del prodotto, come nel caso della farina bianca raffinata invece di quella integrale, in altri casi rappresenta la mera soddisfazione di un desiderio di dolcezza e quindi di piacere, come nel caso delle caramelle.
Gli alimenti manipolati non hanno solo il problema di essere più concentrati in zucchero ma perdono anche molte sostanze nutritive importanti; l’esempio più diffuso è quello della farina bianca che facevo prima, questa non è solo più ricca di zuccheri ma nella manipolazione ha anche perso tutte le fibre, i grassi ed altre sostanze fondamentali che conteneva rendendo un pezzo di pane alla stregua di una zolletta di zucchero.
Lo zucchero a tavola
Alcuni leggendo questo articolo non si sentiranno chiamati in causa perché, come sento molto spesso in farmacia, non mangiano dolci e non consumano prodotti da forno, quindi pensano di non avere questa dipendenza dallo zucchero; soprattutto a loro vorrei fare una panoramica dell’estrema diffusione dello zucchero nei comuni alimenti che caratterizzano la nostra dieta.
Inizio dai due alla base della dieta mediterranea e onnipresenti sulla tavola di tutti gli italiani: pasta e pane. Seguono poi riso, grissini, crackers, barrette ai cereali, corn flakes, riso soffiato, pizzette, focaccine, polenta, semolino, tortillas, patatine, gallette ecc.
Un’attenzione particolare vorrei dedicarla a tutti quei prodotti che riportano il nome frutta nella loro composizione; generalmente quando si acquista un prodotto alla frutta si ha la sensazione di portare a casa qualcosa di salutare, tanto che questo termine spopola sugli scaffali di alimenti per bambini ma non c’è cosa più mistificatoria. In quei prodotti, della frutta come alimento completo e salutare non c’è più niente e quindi in quei casi la dicitura “alla frutta” vuol dire solo pieno di zuccheri. Sto parlando in particolare di yogurt, purea di frutta, succhi, frullati e altre bevande.
Abuso dello zucchero e conseguenze
Lo zucchero può presentarsi in molte forme diverse, è quindi molto utile allenarsi a riconoscerle per non incorrere in un abuso nel loro consumo.
Questo abuso di cui parlo non è così raro tanto che ha portato il governo a proporre una tassa, non ancora approvata, su una vasta gamma di prodotti, dalle bevande gassate ai succhi di frutta, che si pensa possa scoraggiare l’utilizzo massivo di questi. Al di là della forma di intervento discutibile del governo, si cerca di rendere il più possibile difficoltoso il consumo di questi prodotti, spingendo i consumatori verso scelte più salutari riducendo così il rischio di obesità e diabete.
Prima di arrivare a parlare di patologie come queste che spaventano ma che sinceramente sentiamo un po’ distanti dalla nostra vita di tutti i giorni o magari riservate al naturale invecchiamento, vorrei parlare degli effetti che l’abuso di zucchero può portare nella vita di tutti i giorni e questo vi assicuro riguarda davvero tutti o quasi. Una dieta ricca di zuccheri può farti sentire sempre affamata, sempre desiderosa di mangiare cibi ad alto contenuto di zuccheri appunto, sempre stanca e affaticata, può peggiorare il tuo sonno, le tue difese immunitarie facendoti ammalare di frequente, può causarti mal di testa, emicrania, compromettere la tua memoria e le tue funzioni cognitive.
Quelli che ho appena citato sono gli effetti di breve termine, ora vediamo quelli di lungo termine: acne o altre infiammazioni della pelle, rughe, invecchiamento, artrite, alzheimer e demenza, rischio di cancro, episodi depressivi, questioni intestinali, problematiche cardiache ma anche infertilità e sindrome dell’ovaio policistico, problematiche epatiche e visive.
Non sono sicuramente la persona promotrice di diete drastiche che escludono un certo alimento o bevanda ma sono qui a riportare le spiacevoli conseguenze di una dieta ricca di zuccheri che molte persone forse non sono neanche consapevoli di tenere; ed inoltre sono a testimoniare personalmente il miglioramento della vita quando si acquisiscono piccoli accorgimenti atti a ridurre l’apporto di zucchero quotidiano.
Ci si sente bene, davvero molto bene e quasi si è increduli della forza ed energia che si può avere da mattina a sera, al contrario di come ci si sentiva prima.
Senza togliersi qualche sfizio saltuario, non tanto per nutrire il corpo ma il cuore e l’anima!


