La cura di sé è spesso vista come una cosa da egoisti, da persone per niente altruiste che guardano solamente i propri interessi e desideri senza curarsi degli individui che ruotano loro attorno; qui voglio capovolgere questa credenza sostenendo esattamente il contrario: la cura di sé è la prima forma di altruismo.
Come spesso capita nei miei contenuti riporto delle esperienze personali e cambiamenti di pensiero che sono accaduti a me in prima persona e che mi stanno molto a cuore.
Sono sempre stata attenta alla cura di me stessa, è un qualcosa che ho appreso dai miei genitori ed in parte ho coltivato da me, ma accanto a questa attenzione a mantenere uno stile di vita sano e guardare alle cose che mi facevano stare bene c’era sempre un senso di colpa.
Questo è cresciuto progressivamente mano a mano che sono diventata adulta, che ho iniziato una relazione di coppia importante, che sono diventata punto di riferimento per i miei genitori in difficoltà fino all’apice del mio diventare mamma.
Quando il mio meraviglioso bambino è venuto al mondo io mi sono praticamente annullata, non esistevo più, non esistevano più momenti in cui l’unica mia attenzione in testa era per me stessa e se anche, dopo vari mesi dal parto, sono riuscita a riconquistare qualche cena con le amiche o una doccia in tranquillità, ad accompagnarmi c’era sempre il senso di colpa.
Che madre sei se preferisci te stessa a tuo figlio? Come farà lui se svegliandosi non ti troverà? E se piangerà incessantemente con il padre? E se non sentirà il tuo odore? Penserà che lo hai abbandonato e gli causerai qualche trauma.
Questi erano i pensieri che rimbombavano nella mia mente da parte del mio io interiore o che immaginavo uscissero dalla bocca delle persone che mi erano accanto.
Ero stanca, frustrata, arrabbiata perché il mio bambino aveva sempre bisogno di me, nessuno mi aiutava ed io non riuscivo ad essere pienamente felice nonostante avessi desiderato tantissimo la maternità.
Sono andata avanti così per un anno finché ho deciso che non volevo più sentirmi in quel modo, desideravo sentirmi meglio ed ho cominciato proprio a lavorare su di me.
Ciò che mi serviva di più era il tempo e allora ho iniziato ad organizzare le mie giornate, a pianificare le mie attività; ho iniziato a comunicare il mio disagio alle persone a me più vicine e proprio a loro ho chiesto aiuto, ho delegato. Ho ricominciato a mangiare correttamente, a muovere il mio corpo, a vestirmi con abiti che mi facessero sentire bene, ho ripreso in mano i miei interessi e li ho coltivati con una carica maggiore rispetto a quella che avevo prima della maternità.
Sono rinata, tutto è migliorato da quel momento: il rapporto con me, con il mio bambino, con il mio compagno, con le persone a me più vicine.
Se tu stai bene con te stessa, ti dai attenzione ed hai cura di te poi verrà molto più facile e scontato stare vicino agli altri ed aiutarli in modo efficace, senza sacrifici o aspettandosi qualcosa in cambio.
So che mio figlio può crescere bene anche se non sono tutto il tempo con lui, so che solo se mi prendo cura di me posso essere una mamma attenta e amorevole, senza urla, nervosismi e frustrazioni.
Quando qualche volta mi capita ancora di sentire il senso di colpa che bussa alla mia mente, ne prendo consapevolezza e gli chiedo gentilmente di andarsene perché so che solo in questo modo posso essere da esempio per mio figlio ed insegnargli l’importanza del comprendersi e volersi bene.
Questo vale per chiunque, specialmente se hai familiari, amici, clienti o collaboratori che dipendono o si relazionano con te.
Come le istruzioni in caso di emergenza sui sedili dell’aereo che indicano di mettere prima la mascherina dell’ossigeno a te e poi a tuo figlio, per assicurarti di rimanere cosciente e prenderti cura di lui, così la cura personale è il requisito per poter essere di supporto e aiuto agli altri.
La cura di sé è la miglior forma di altruismo.


